Lacrime d'inverno - Anton Cechov

Lacrime d'inverno

By Anton Cechov

  • Release Date: 2020-08-01
  • Genre: Classics

Description

Un amore nato sotto un temporale, sepolto dal tempo e dal silenzio.
Nove anni fa, durante una serata d'estate, la giovane e ricca principessa N. si trovava con il giudice istruttore Pëtr Sergeič, quando un temporale li sorprese mentre tornavano a cavallo dalla stazione. Sotto la pioggia battente e il fragore dei tuoni, lui le dichiarò il suo amore con parole che lei non dimenticherà mai.
Quella sera, tutto sembrava possibile. Lui era felice, lei era contagiata dalla sua gioia. La vita le sembrava ricca, piena di fascino, promettente. Ma il mattino dopo, il ricordo si affievolì, e con l'inverno arrivò la città, le convenzioni sociali, il muro invisibile che li separava: lei nobile e ricca, lui figlio di un diacono, un umile giudice istruttore. L'amore che avrebbe potuto sbocciare rimase imprigionato nei silenzi, nei gesti incompiuti, nelle occasioni mancate.
Passarono gli anni. Il padre di lei morì, lei invecchiò, lui si trasferì in città per raccomandazione. Una sera d'inverno, seduto davanti al camino, lui la guardò in silenzio. Lei scoppiò a piangere, comprese che la vita era già passata, che la felicità era stata a un passo e non l'aveva afferrata.
Lacrime d'inverno (1887) è uno dei racconti più delicati e malinconici del giovane Čechov. Pubblicato originariamente con il titolo Зимние слёзы e il sottotitolo Dai ricordi della principessa N.N., questo gioiello letterario esplora il tema dell'amore non vissuto, delle barriere sociali, del tempo che passa e del rimpianto che resta.
Con la sua prosa limpida e affilata, Čechov scava nell'animo della protagonista con una precisione quasi clinica, restituendo al lettore l'intensità di un momento di felicità e l'amarezza di una vita intera spesa a rimpiangerlo.
Questa edizione, curata e tradotta dal russo da Bruno Osimo, offre una versione integrale e annotata del racconto, con il testo russo a fronte, restituendo al lettore italiano la bellezza e la profondità di uno dei più celebri racconti cecoviani.
Un classico per chi ama le storie d'amore impossibili, i ritratti psicologici e la grande letteratura russa.
Nove o dieci anni fa, durante la fienagione, accadde che una volta poco prima di sera, io e Pëtr Sergeič, che ricopriva la carica di giudice istruttore, andammo a cavallo alla stazione per la posta.
Il tempo era meraviglioso, ma sulla via del ritorno si sentirono rombi di tuono e vedemmo una nuvola nera alquanto stizzita puntare dritto verso di noi. La nuvola si avvicinava a noi e noi a lei.
Sul suo sfondo biancheggiavano la nostra casa e la chiesa, gli alti pioppi si facevano d’argento. Nell’aria c’era odore di pioggia e di fieno falciato. Il mio cavaliere era particolarmente di buon umore. Rideva e diceva un’enormità di sciocchezze. Diceva che sarebbe stato interessante incontrare sul nostro cammino un castello medievale con le torri merlate, con il muschio, con le civette, dove avremmo potuto trovare riparo dalla pioggia per poi essere uccisi da un fulmine…
Ma ecco che la prima onda scosse la segale e il campo d’avena, s’alzò il vento d’un colpo e nell’aria cominciò a vorticare la polvere. Pëtr Sergeič scoppiò a ridere e spronò il cavallo.
«Bene!» gridò, «molto bene!»...