Un pittore stanco e disilluso, condannato a un ozio che non sa riempire, si rifugia in una tenuta di campagna. Lì incontra due sorelle: Lida, bella, severa, votata con fervore all'impegno sociale e alla causa del popolo; e Ženâ, che tutti chiamano Mìsûs', dolce, sognatrice, sempre immersa nei libri e in un mondo fatto di letture e silenzi.
Tra il narratore e la più giovane delle due nasce un sentimento tenero e profondo, fatto di passeggiate nei viali ombrosi, di sguardi complici, di funghi raccolti insieme e di parole sussurrate al chiaro di luna. Ma tra loro si frappone l'ombra ingombrante di Lida, che vede nell'artista un inutile sognatore, lontano dai veri bisogni della gente. Il conflitto è ideologico, prima ancora che sentimentale: da una parte l'arte che cerca la verità assoluta, dall'altra l'impegno concreto per migliorare le condizioni di vita dei più poveri.
Un capolavoro di sottile malinconia
In questo racconto del 1896, Anton Čechov mette in scena uno dei suoi temi più cari: il contrasto tra operosità e ozio, tra una visione prosaica e una poetica del mondo. Con la sua prosa limpida e musicale, l'autore ci regala pagine indimenticabili: la luce verde che trema alla finestra del mezzanino, il profumo degli aghi di pino, le stelle cadenti che Mìsûs' ha paura di guardare, e quel "Dove sei, Mìsûs'?" finale che risuona come un rimpianto destinato a non spegnersi mai.
Perché questa edizione è diversa dalle altre
Questa edizione filologica è stata curata con estrema attenzione alle peculiarità stilistiche di Čechov: la punteggiatura, l'uso della virgola al posto della congiunzione, i trattini che scandiscono il ritmo, la musicalità delle descrizioni. I traduttori hanno lavorato per restituire al lettore italiano tutta la semplicità e la profondità dell'originale russo, conservando le sfumature che rendono Čechov uno dei più grandi narratori di tutti i tempi.
La postfazione, firmata dai curatori, approfondisce i temi centrali del racconto – l'opposizione tra Lida e il pittore, il rapporto tra arte e impegno sociale, la figura di Mìsûs' come ideale poetico – offrendo al lettore strumenti per una lettura più consapevole e appassionante.
Un racconto che resta nel cuore
Casa con mezzanino è una di quelle storie che non si dimenticano. Poche pagine, una scrittura apparentemente semplice, eppure capace di aprire abissi di significato. È la storia di un amore che poteva essere e non è stato, ma anche la storia di un uomo che cerca un senso in un mondo che gli sembra sempre più estraneo, e che forse lo trova solo in un ricordo, in una luce verde, in un nome sussurrato al vento.
Ideale per chi ama:La narrativa russa dell'OttocentoI racconti brevi ma profondiLe storie d'amore malinconiche e delicateLa scrittura di Čechov (Dama con cagnolino, Il giardino dei ciliegi)Edizioni curate e filologicamente accurate Per la traduzione di Casa con mezzanino si è scelto di utilizzare una strategia traduttiva mirata a conservare le peculiarità dello stile di Anton Čehov. Parliamo ad esempio della punteggiatura; spesso l'autore predilige l'utilizzo della virgola alla congiunzione:
«Per ore intere guardavo dalle mie finestre il cielo, gli uccelli, i vialetti, leggevo tutto quello che mi portavano dalla posta, dormivo».
«Una di loro, la maggiore, esile, pallida, molto bella, con una chioma di folti capelli castani, con una piccola bocca ostinata, aveva un’espressione severa e mi degnò a malapena di uno sguardo».
La virgola si ripresenta nel r[...]