Che cos’è una distorsione?
Di solito la pensiamo come un errore, un difetto, qualcosa da correggere. E se invece la distorsione fosse il motore stesso della nostra percezione, della nostra espressione e della nostra creatività?
Filtri mentali ti invita a guardare il mondo da una prospettiva rivoluzionaria: ciò che chiamiamo «distorsione» – in psicologia, nella traduzione e nella poesia – è in realtà un atto semiotico di creazione di senso. Non un limite, ma uno strumento.
Tre processi, un'unica logica
Questo libro, nato da una ricerca innovativa che incrocia semiotica, psicologia cognitiva e teoria della traduzione, dimostra che cognizione, traduzione e poesia seguono lo stesso schema:Un input (la realtà, un prototesto, un percetto) viene filtrato dalla mente.Un interpretante (la nostra psiche, le nostre conoscenze, le nostre emozioni) lo elabora.Un output (una visione del mondo, una traduzione, una poesia) emerge come risultato di un processo di selezione, aggiunta e perdita.In altre parole, ogni volta che percepiamo, traduciamo o scriviamo versi, stiamo mettendo in atto un cambiamento semiotico – una distorsione che genera significato.
Cosa troverai in questo libro
Attraverso dieci categorie di distorsione – dalle relazioni testuali all’indicalità, dai cambiamenti radicali di senso ai calchi semantici – gli autori costruiscono una griglia analitica comune che mette in dialogo tre discipline apparentemente lontane:In psicologia, la distorsione cognitiva è un filtro che plasma la nostra percezione della realtà, a volte in modo disfunzionale, a volte come strategia adattiva.Nella traduzione, lo spostamento (shift) è il risultato inevitabile del passaggio da una lingua-cultura all’altra, misurabile nel confronto tra prototesto e metatesto.Nella poesia, la distorsione diventa dispositivo artistico: ripetizioni, omissioni, cambi di registro, deissi e cacofonie sono scelte consapevoli per creare un effetto estetico ed emotivo.Il confronto tra questi tre campi rivela che ciò che in psicologia e traduzione è un “difetto”, in poesia è una caratteristica lirica. E viceversa, le categorie della critica della traduzione possono diventare strumenti diagnostici per comprendere i meccanismi della mente.
Perché leggerlo
Filtri mentali non è solo un saggio accademico. È un viaggio affascinante che ti porterà a:Comprendere i meccanismi invisibili che filtrano la tua percezione quotidiana.Scoprire il legame profondo tra creatività poetica e disturbi mentali (l’«effetto Sylvia Plath»).Riflettere sul ruolo del traduttore come mediatore non solo linguistico ma anche psicologico.Acquisire una nuova lente per leggere poesie, testi tradotti e persino i tuoi stessi pensieri.Citando Peirce, i poeti sono «osservatori molto più fini e accurati» degli scienziati: la poesia è una «generalizzazione del sentimento» che ci restituisce una verità più profonda della realtà. E la traduzione, lungi dall’essere una semplice sostituzione di parole, è un atto di mediazione che coinvolge emozioni, empatia e scelte etiche.
A chi è rivolto
Questo libro è pensato per:Studiosi e studenti di semiotica, teoria della traduzione, psicologia e letteratura.Traduttori professionisti che vogliono approfondire la dimensione mentale e culturale del loro lavoro.Poeti e scritt[...]