Un racconto di Čechov tradotto 40 volte in altrettanti stili: un gioco linguistico e una riflessione sulla soggettività della traduzione.
Cosa succede quando un traduttore prende un racconto di Anton Čechov e lo traduce non una volta, ma quaranta, ogni volta con un filtro stilistico diverso?
Nasce Esercizi di stile traduttivo, un omaggio giocoso e insieme serissimo a Raymond Queneau, un esperimento che svela il lato nascosto della traduzione: la sua inevitabile soggettività.
Il gioco
Il punto di partenza è uno dei racconti più brevi di Čechov, «Una visita malriuscita»: un tipo elegante va a fare visita a una famiglia sconosciuta, scambia la figlia per una cameriera, ci prova con lei, e poi scopre la verità.
Una storia semplice, quasi banale. Ma nella mente del traduttore diventa un laboratorio infinito.
Bruno Osimo traduce il racconto una prima volta in una versione «neutra»—poi lo ritraduce 39 volte, ogni volta imponendosi una distorsione diversa. Il risultato è un caleidoscopio di stili che va dall'Anglicismi al Burocratico, dal Femminista al Playboy, dal Marxista allo Stream of consciousness, passando per Carducci, Jane Austen, Lolita, Prévert, Psicoanalisi, Scientifico, e molti altri.
Tradurre è (anche) tradire
Ogni traduzione è una scelta. E ogni scelta tradisce qualcosa dell'originale per rivelare qualcos'altro. Questo libro trasforma il «tradimento» del traduttore in un gioco consapevole, mostrando come ogni versione sia fedele a qualcosa—ma a cosa?Alla lettera?Allo spirito?Al contesto?Alla cultura di arrivo?Al proprio gusto personale?Le 40 versioni di Osimo non sono «sbagliate». Sono semmai volutamente distorte. E in questa distorsione—giocosa, ironica, talvolta provocatoria—si rivela la verità profonda della traduzione: è sempre un atto creativo, sempre un atto di interpretazione, sempre un atto personale.
Un libro per chi?Per traduttori e aspiranti traduttori: un manuale di stile che mostra, con esempi concreti e divertenti, quanto la traduzione sia un'arte soggettiva.Per studenti di traduzione e lingue: un modo nuovo e stimolante di riflettere sul processo traduttivo.Per amanti di Čechov: un modo inaspettato di rileggere un suo racconto—attraverso 40 specchi deformanti.Per appassionati di giochi linguistici: se ti è piaciuto Queneau, questo libro ti farà sorridere e riflettere.Per chiunque sia curioso di capire come funziona davvero la mente di un traduttore.
L'idea di fondo
Ogni traduttore ha dei bias—delle distorsioni cognitive che influenzano le sue scelte. A volte sono consapevoli, a volte no. Osimo le esagera volutamente per mostrarle al lettore, trasformando il limite in risorsa, l'inconscio in gioco.
Il risultato è un libro che si legge con il sorriso, ma che lascia il segno. Una volta chiuso, non si potrà più guardare a una traduzione nello stesso modo.
Le 40 versioni
Alcune delle distorsioni proposte:Anglicismi — l'inglese che si insinua ovunqueBurocratico — la lingua della Pubblica AmministrazioneFemminista — lettura politica del raccontoFiaba — c'era una volta un tipo elegante...Giornalistico — cronaca nera in presa direttaLolita — lo stil[...]