«Sette condanne a morte: due a Pietroburgo, una a Mosca, due a Penza, due a Riga. Quattro esecuzioni: due a Herson, una a Vilnius, una a Odessa.»
Così inizia questo straordinario, drammatico saggio di Lev Tolstoj. Siamo nel 1908. L'autore di Guerra e pace ha ottant'anni e non può più tacere. Di fronte all'ondata di impiccagioni che insanguina la Russia, decide di alzare la voce, e lo fa con una forza e una lucidità che ancora oggi sconvolgono.
«Basta impiccare!» è un atto d'accusa senza appello contro la pena di morte e la violenza di Stato. Tolstoj descrive con precisione chirurgica ciò che accade nelle esecuzioni capitali: il cappio insaponato, il sudario, lo sgabello che viene tolto, il corpo che si contorce. E si chiede: come possono degli uomini fare questo ad altri uomini? E come possono i governanti giustificare l'omicidio di Stato in nome della giustizia?
Perché leggere questo libro?Un classico della denuncia: Tolstoj non scrive un trattato astratto, ma un grido di dolore e di rabbia. Ogni parola è vera, ogni immagine è reale. È la testimonianza di un uomo che si rifiuta di essere complice.Attualità sconvolgente: Pubblicato nel 1908, questo saggio parla al nostro presente. La pena di morte esiste ancora in molti paesi del mondo. La violenza di Stato si manifesta in forme diverse. Le domande di Tolstoj sono le nostre domande.Un'arma contro l'indifferenza: Tolstoj non si rivolge solo ai governanti, ma a tutti noi. Ci chiede di non stare zitti, di non voltarci dall'altra parte, di non accettare che la violenza venga esercitata a nostro nome.La forza della parola scritta: In un'epoca in cui la censura era feroce, Tolstoj scrisse e diffuse questo testo in Russia e all'estero. Sapeva che sarebbe stato perseguitato, ma scelse comunque di parlare.
Cosa troverai in questo libro?Un'analisi spietata del meccanismo della pena di morte: dall'arresto alla condanna, dall'esecuzione al seppellimento.La descrizione dei carnefici e dei loro complici: giudici, generali, ministri, lo zar.La denuncia della corruzione morale che la violenza di Stato genera in tutta la società.Un appello diretto ai lettori: «Ravvedetevi, tornate in voi, rendetevi conto di quello che state facendo. Ricordatevi chi siete».
Un testo che non lascia indifferenti
«Tutto questo è stato accuratamente organizzato e escogitato da uomini di alto rango, uomini di cultura, persone illuminate, per i loro confratelli.»
Queste parole suonano come un pugno nello stomaco. Tolstoj smaschera l'ipocrisia del potere che si dichiara civile e cristiano mentre autorizza l'omicidio. E lo fa con la forza di chi ha dedicato l'intera vita a cercare la verità.
Chi dovrebbe leggere questo libroStudenti e studiosi di storia, diritto, filosofia e scienze politiche.Attivisti e operatori per i diritti umani.Chiunque sia contrario alla pena di morte e alla violenza istituzionale.Chi ama la letteratura russa e vuole scoprire un Tolstoj diverso, quello dei saggi militanti.Chi cerca testi che parlano al presente con la forza del passato.
Edizione curata e tradotta con passione
Questa edizione è stata curata da Bruno Osimo, traduttore e studioso di letteratura russa, che ha curato anche la traduzione insieme a Elisa Giacometti. Il testo è presentato nella sua integrità, accompagnato da una postfazione che contestualizza l'opera nella vita e nel pensiero di Tolstoj.
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